La tanto attesa premiere di Netflix ci porta anche il ritorno alla recitazione di Sophia Loren. Questa volta mostra il carattere di un sopravvissuto all’olocausto che deve prendersi cura di un bambino orfano del Senegal. Entrambe le anime solitarie si incontreranno, in questo film diretto da Edoardo Ponti.

Era marzo 2010, nella miniserie La mia casa è piena di specchi, che l’attrice 86enne è stata vista l’ultima volta sullo schermo, Sophia loren. L’italiano vincitore di due Oscar torna a recitare per recitare in uno dei film più attesi nel catalogo Netflix di questo 2020, è il film italiano La vita prima di lui.

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Nel lungometraggio Loren vestirà i panni di un sopravvissuto all’Olocausto che avrà una relazione speciale con un bambino orfano del Senegal, che in giovane età è uno spacciatore, non ama la scuola e viene coinvolto con i criminali locali.

"La vita prima di se stessa": il nuovo film italiano che domina la top 10 su Netflix.  Puro dramma ed emozione 13
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In questo modo, il bambino raggiunge il reparto del carattere di Loren per poter raddrizzare il suo percorso. È qui che inizia la relazione tra i due. Il problema è che la permanenza del bambino orfano sarà solo di due mesi, Ma solo quei giorni erano sufficienti per far incontrare queste due anime solitarie.

La vita prima ha una buona dose di dramma e umorismo, ed è diretta da Il figlio di Loren, Edoardo Ponti, che ha ri-adottato un romanzo di Lo scrittore francese Romain Gary. Ha anche una canzone eseguita da Laura Pausini.

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Questo nuovo adattamento è stato realizzato con margini più moderni, differendo dall’originale in quanto il personaggio interpretato dall’attrice italiana è dedito a prendersi cura dei figli di prostitute che non possono prendersi cura di se stesse.

Quella storia originale è stata anche trasformata in un film nel 1977, con il nome di Signora Rosee ha vinto il Premio Oscar per il miglior film straniero.

In questa nuova puntata, il personaggio di Loren si muove tra il passato e il presente, e il ragazzo senegalese, detto Momo, come il tipico bambino problematico che proietta molto amore verso il suo caregiver. Inoltre contiene l’immagine potente di questa “donna”, interpretata da Loren, da sempre molto presente nel neorealismo cinematografico italiano.

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